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DALLE MATERIE PRIME ALLA TUA CALZATURA

La classificazione delle pelli da scarpe.

Scarpa fatta a mano.

Due esempi di scarpe fatte a mano in pelle.

Etichettatura Calzature Scarica il .pdf riguardante le etichettatura delle calzature

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CLASSIFICAZIONE DELLE PELLI

Classificazione conservazione e ciclo di lavorazione conciario delle pelli destinate alla produzione di cuoio e pellame

Classificazione

Le pelli destinate alla produzione di cuoi e pellami sono classificati in base alla specie animale di provenienza; in relazione a ciò si distinguono pelli:

  • Bovine
  • Caprine
  • Ovine
  • Equine
  • Altri animali

Le caratteristiche delle pelli provenienti dalle specie animali sopra elencate saranno esaminate singolarmente in fondo alla pagina. Altri criteri di classificazione sono: la grandezza; in base alla quale le pelli sono classificate in grandi e piccole, ed il peso.

Nel caso delle pelli bovine, la classificazione in base al peso è fatta con riferimento al così detto "peso coda" che rappresenta il peso delle pelli appena tolte dall'animale (il termine peso coda deriva dall'usanza di annotare il peso della pelle su un cartellino legato alla coda).

Si parla invece di "scacco peso" quando ci si riferisce al limite minimo ed al limite massimo di peso coda entro cui si colloca ciascun tipo di pelle (ad esempio le pelli di vitello hanno uno scacco peso compreso tra 8 e 12 Kg).

Conservazione

Come già accennato nella pagina dedicata alla pelle i metodi di conservazione delle pelli destinate alla produzione del cuoio e del pellame sono principalmente la salatura e l'essiccazione. Le pelli possono essere salate a secco o in vasca; la salatura a secco o "in pila" si effettuata cospargendo con adeguate quantità di sale le pelli dalla parte dell'ipoderma e disponendole successivamente una sull'altra fino a formare una pila alta circa un metro.

Il tempo richiesto per una corretta salatura dipende dalla temperatura e dall'umidità ambientale. La salatura in vasca o salamoiatura si effettua immergendo le pelli in vasche contenenti una soluzione di cloruro di sodio in acqua (queste soluzioni di cloruro di sodio in acqua prendono il nome di salamoie).

Le pelli fresche sono fatte essiccare distese su telai, in luoghi aerati al riparo dei raggi solari per evitare che un'eccessiva essiccazione al sole le secchi eccessivamente (si parla allora di pelli bruciate).

L'essiccazione può essere effettuata anche artificialmente esponendo le pelli al fumo della legna; in questo caso si ottengono le pelli affumicate, di aspetto simile alle precedenti.

In relazione al metodo di conservazione impiegato e alle modalità di esecuzione le pelli sono denominate nel modo seguente:

  • Pelli verdi o fresche. Provenienti direttamente dai macelli senza che abbiano subito alcun processo di conservazione;
  • Pelli salate verdi o salate fresche. Conservate mediante salatura effettuata in pila o in vasca;
  • Pelli salamoiate. Conservate mediante salatura in vasca;
  • Pelli di frigorifero. Conservate in frigorifero dopo esser state sottoposte alla salatura in vasca;
  • Pelli secche. Conservate mediante essiccazione;
  • Pelli salate secche. Conservate mediante salatura e successiva essiccazione;
  • Pelli patinate. Provenienti da piccoli bovini dell'India conservate mediante spalmatura di materiale terroso e sale sul lato carne e quindi essiccate;
  • Pelli affumicate. Conservate per essiccazione mediante esposizione al fumo della legna.